“ARCHITETTURA PER LA MODA”: I MOMENTI SALIENTI DELLA PRIMA EDIZIONE

Un percorso intenso di incontri, lavoro e confronti, orientato ad evolvere il pensiero di 20 giovani studenti rispetto alle espressioni architettoniche del mondo moda. La prima edizione del corso di alta formazione in “Architettura per la moda” si è conclusa raccogliendo i consensi di studenti e docenti che ne hanno decretato il successo.

Riviviamo i momenti salienti di questi tre mesi.

20 PROGETTISTI A SERVIZIO DEL FASHION SYSTEM

Una classe preparata e diversificata, in cui diverse provenienze ed esperienze hanno garantito il primo momento di arricchimento di 3 mesi, trascorsi all’insegna dell’architettura e della progettazione.
Dal Cile alla Repubblica Ceca, dalla Sicilia alla liguria, l’Italia e il mondo erano rappresentati in una classe che si è fregiata dell’esperienza e della testimonianza di alcuni fra i più autorevoli architetti dello scenario internazionale: OMA per Prada, Silvestrin per Armani, Italo Rota per Cavalli, MVRDV e Zaha Hadid per Chanel, Foster per Apple ed Alfonso Femia.

L’APPROCCIO POLIEDRICO ALLA PROGETTAZIONE PER LA MODA

La progettazione per la moda è stata approcciata secondo 2 cifre fondamentali: la conoscenza e l’approfondimento delle caratteristiche di un mondo affascinante e complesso quale quello del fashion – raccontato nella propria componente di stratificazione culturale dal prof. Massaccesi, già direttore degli archivi di FRI, come, nelle proprie implicazioni di comunicazione, da Carlotta Tonon, senior account presso Negri Firman – si è accompagnata allo studio delle esperienze condotte da studi specializzatisi nell’ambiente reatail, quale quella dello Studio Costanzi – già retail designer per Fendi.
Gli studenti hanno i questo modo avuto l’opportunità di allinearsi rispetto alla sensibilità ed all’immaginario proprio del fashion system, acquisendo famigliarità con i processi di interpretazione dei valori di un brand – i cui passaggi chiave sono stati esemplificati da Domenico D’Alessio, project manager presso Lombardini 22 – come con le necessità funzionali, tecniche e prestazionali dell’architettura orientata al retail.

Una positiva cooperazione è stata inoltre approntata con le aziende che hanno contribuito al finanziamento dell’attività formativa, che non hanno solo portato le proprie competenze ed esperienze legate al prodotto, ma hanno contribuito alla definizione di alcuni importanti momenti formativi. Se l’esperienza di ESSE-CI è ad esempio risultata preziosa nella definizione del progetto illuminotecnico di allestimento elaborato in collaborazione con Borbonese, Ariostea ha scelto di raccontarsi anche attraverso l’esperienza dello studio Ward, curatore dei progetti retail di LIU JO, arricchendo il panel di interventi e special lecturer proposti ai corsisti.

In questa direzione va un’ulteriore opportunità offerta ai corsisti, e cioè quella garantita dal gruppo Romani, che ha scelto gli studenti del corso di architettura e moda per la progettazione di un’installazione protesa a raccontare i valori della propria azienda nella prestigiosa cornice del Fuori Salone 2018.

Il corso si è concluso con una serie di prestigiose esperienze di tirocinio, condotte in studi quali Chipperfield, Silvestrin, Costanzi, Lombardini 22, Italo Rota e numerosi altri: alcune di queste si sono oggi trasformate in collaborazioni durature.

ARCHITETTURA PER LA MODA IN PILLOLE
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Gli studenti in visita al Flagship Store di Borbonese a Bologna durante il laboratorio di progettazione architettonica
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DICONO DI NOI

I COMMENTI DEI DOCENTI

Ippolito Pestellini Laparelli, partner at Oma

Claudio Silvestrin, founder di Claudio Silvestrin Architects

Melodie Leung, Associate at ZAHA HADID ARCHITECTS

Aser Gimenez Ortega, Associate at MVRDV

IL PARERE DEI PARTECIPANTI

Qual è il valore aggiunto del corso?

Quale intervento ti ha interessato maggiormente?

Quali i vantaggi del laboratorio con Borbonese?

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