L’eterna metamorfosi dell’ illustrazione di moda

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La moda nasce dal tratto di matita che dà vita al genio creativo. Per questa ragione, l’illustrazione di moda ha origini antiche, basti pensare ai figurini su pergamena di Pisanello. Ma, quando si entra in argomento, subito si pensa a René Gruau, ai suoi disegni sottili e allungati e alla poetica espressionista, che lo portò a collaborare con le più importanti riviste di settore e grandi case di moda, prima fra tutte la francese Dior.

Spesso sotto attacco da parte della fotografia, negli anni ’80 l’illustrazione inizia ad andare a braccetto con l’arte tout court, facendosi contagiare dal carisma potente di Lorenzo Mattotti e dal cubismo di Zoltan. A partire dagli anni ’90, con nomi come Cecilia Carlstedt ed Edwina White, le tecniche miste iniziano a servirsi sempre più dei nuovi media, guardano agli strumenti digitali.

Fashion Research Italy sostiene questo settore che sembra vivere un’eterna metamorfosi, collaborando con alcuni tra i più significativi illustratori del panorama attuale. A partire dall’iconico logo, realizzato da Alessandra Scandella che, grazie a un mixage di tecnica ad acquerello e china, porta alla luce la sua particolare indole creativa. Chiamati ad esporre nelle più prestigiose location internazionali, tra cui l’occasione della mostra Il nuovo vocabolario della moda italiana alla Triennale di Milano, Andrea Tatarella e Carolina Melis, sono tra i primi protagonisti della rubrica FRI Illustration nel magazine bimestrale della Fondazione.

FRI Illustration

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