Il fondo Brandone in mostra alla Fondazione Ratti

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L’occasione della mostra Cachemire, il segno in movimento, curata da Francina Chiara e Margherita Rosina che si terrà dal 18 giugno al 18 settembre 2016 nelle due sedi di Como e Cernobbio, ha fatto incontrare Fashion Research Italy con la Fondazione Ratti di Como (FAR). Un incontro assai fortunato che ha visto la Fondazione bolognese nelle vesti di prestatore.

La mostra è dedicata ad uno motivo decorativo che ha attraversato la storia del tessuto e della moda, il boteh/cachemire (o paisley). Declinato in innumerevoli varianti senza mai perdere il suo fascino, il seducente disegno di antichissime origini della goccia dalla punta ricurva richiama immaginari esotici è un classico contemporaneo presente negli archivi storici di moltissime manifatture tessili.

Insieme alle curatrici sono stati individuati i disegni che, tra le centinaia di migliaia a motivo cachemire del Fondo Brandone, meglio potevano figurare all’interno del percorso espositivo suddiviso per cronologia e aree tematiche: dalle origini indiane del motivo a goccia alla produzione di scialli operati e stampati nell’ottocento, fino a mostrare, per il novecento, tutto l’appeal su accessori e cravatte maschili e sulle passerelle dell’haute couture e del prêt-à-porter, tra Parigi e Milano.

Da alcuni approfondimenti sui materiali è stato possibile individuare in Ralph Lauren il destinatario di due disegni, incisi nel 1995 dalla stamperia Larianella in differenti varianti colore. E se, grazie all’appoggio della Ralph Lauren, si stanno cercando i capi col disegno stampato, altri materiali hanno dato anche più soddisfazione: sul periodico Linea Italiana del 1979, di cui una copia è conservata in Fondazione Ratti, è infatti emersa una pubblicità del designer di origine italiana Oleg Cassini, tra i più amati da Jacqueline Kennedy, in cui compaiono abiti con i motivi cachemire derivati da due di sei disegni del Fondo Brandone stampati nel 1978 da Comprint a Como.

Campioni e varianti colore si potranno ammirare in mostra, in una sorta di puzzle ricomposto, nella splendida cornice di Villa Bernasconi che, insieme e Villa Sucota, sede della Fondazione, ospitano la storia del cachemire.

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