Pillole di sostenibilità: Fashion Eco-design

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Si definisce fashion eco-design la progettazione di un prodotto tessile o moda concepito per impattare il meno possibile sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita. L’obiettivo degli eco-designer è dunque di inaugurare e diffondere un nuovo modo di intendere la moda, rinnovata e animata da un design intelligente e sensibile, possibilmente alimentato da un’economia di carattere circolare.

Per farlo è necessario progettare ciascun capo di abbigliamento o accessorio non come se fosse destinato ad avere nel tempo un singolo utilizzo, ma come un prodotto che, una volta immesso sul mercato, è destinato ad avere una vita molto più lunga del breve passaggio dal retail all’armadio del consumatore: dalla materia prima alla confezione, dalla distribuzione fino a quando non verrà più considerato adatto a svolgere la funzione per cui era stato creato, fino ad altri inediti usi che se ne potranno fare.

Si parla di questo nuovo modo di intendere il design solo a partire dagli anni ’90, quando cominciarono a emergere in tutta la loro drammaticità gli effetti ambientali dichiaratamente riconducibili all’industrializzazione di un singolo prodotto e soprattutto divenne possibile misurarli attraverso il Life Cycle Assessment (LCA): un preciso strumento scientifico a disposizione delle manifatture per prevederne l’impatto e la durata complessiva.

I principi della moda sostenibile

Il modo migliore per capire l’eticità di un capo di moda resta di fatto quello di basarsi sui dati relativi alla tracciabilità e alla trasparenza con cui il produttore decide di rendere accessibili le azioni da lui intraprese in ambito ambientale e sociale. Tuttavia, è bene ricordare che l’eco-design poggia su alcuni principi generali che spostano l’ago della bilancia – dalla progettazione del prodotto a quella dell’intero settore industriale che lo produce – come:

  • Uso di materiali con caratteristiche di sostenibilità: materiali o materie prime riciclate, riciclabili o realizzati attraverso processi che utilizzano energie alternative;
  • Qualità e durabilità: maggiore resistenza all’usura per ridurre i rifiuti e garantire una vita più duratura;
  • Omogeneità dei materiali impiegati: diversità dei materiali multicomponenti ridotta per promuoverne il riciclo;
  • Risparmio energetico: utilizzo di processi che prevedono la riduzione dei consumi energetici;
  • Risorse rinnovabili: materiali provenienti da fonti rinnovabili, possibilmente locali, gestite in modo sostenibile.

Se sei interessato ad approfondire i vari aspetti legati alla moda sostenibile, leggi le altre pillole della nostra rubrica!

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