Pillole di sostenibilità: Soluzioni per la riduzione del consumo d’acqua

thumb image

A fronte del fatto che l’acqua è un bene prezioso di difficile accesso per più del 40% della popolazione mondiale, l’industria tessile è una delle filiere che a livello globale ne fa più largo uso.

Ridurne il consumo è un imperativo e non a caso tra gli obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, gli ormai noti SDGs, si trovano anche i processi di produzione sostenibili e l’accesso all’acqua per tutti. Raggiungere questi traguardi è difficile, ma non impossibile e per avvicinarsi esistono alcune importanti soluzioni.

Tra le prime da segnalare l’implementazione della produzione circolare, che consente di recuperare risorse, riducendo al contempo gli sprechi.
Un’altra, più percorribile in tempi brevi, riguarda l’uso di fibre biologiche, una scelta etica che mira alla riduzione dell’impatto ecologico. L’agricoltura biologica, infatti, attraverso la rotazione delle colture permette di rendere il terreno più fertile, richiedendo di conseguenza meno acqua. Inoltre, evitando i pesticidi non inquina le falde acquifere.
Certamente, poi, anche un approccio più etico da parte del consumatore inciderebbe notevolmente in positivo sullo spreco dell’acqua: se il mercato non ricevesse una domanda così imponente di acquisto di capi d’abbigliamento, sicuramente non risponderebbe con la sovrapproduzione che ha caratterizzato gli ultimi decenni.

Le aziende tessili necessitano di capire come muovere i primi passi verso la riduzione dell’impronta idrica e, in generale, intraprendere un, percorso di miglioramento che andrebbe sviluppato in tre fasi principali:

  • la quantificazione dei consumi nel processo produttivo, nonché la loro localizzazione;
  • la valutazione di sostenibilità ambientale, sociale ed economica;
  • l’individuazione delle migliori strategie per ridurre il consumo di acqua.

Questo processo richiede specializzazioni e oneri che difficilmente le piccole e medie imprese si possono permettere e proprio per questa ragione, già dal 2014, l’United Nations Industrial Development Organization, insieme all’ente di certificazione internazionale DNV GL-Business Assurance, ha messo a punto uno strumento di auto-valutazione gratuito per calcolare i consumi idrici, dalle fasi di approvvigionamento delle materie prime fino alla produzione dei tessuti, per capire quali azioni intraprendere per una gestione responsabile dell’acqua.

Vuoi approfondire altri aspetti legati alla moda sostenibile? Continua a leggere le pillole della nostra rubrica!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

due × 2 =

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Accetto la normativa sulla privacy