Una filiera moda sempre più green: aperte le iscrizioni per l’anno 2021

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La sostenibilità non è un algoritmo preciso e applicabile indifferentemente ad ogni contesto, ma va considerata semmai come un atteggiamento che influenza sempre di più lo stile di vita dei consumatori e spinge gradualmente le manifatture a muovere in questa direzione i loro processi produttivi.

Nel pieno di una crisi economica e sanitaria di proporzioni storiche come quella che viviamo da mesi, i piani di azione messi in campo dall’Unione Europea per favorire la ripresa dei Paesi membri – attraverso il mastodontico progetto Next Generation EU, ad esempio – parlano la lingua dell’innovazione e della sostenibilità, confermando che anche il futuro della filiera moda sarà green.

Fondazione Fashion Research Italy, che dal 2017 accompagna le PMI attraverso precisi percorsi formativi e di aggiornamento per affrontare le sfide del mercato, ha deciso di partecipare attivamente a questo disegno per il futuro del Sistema Moda, confermando per il 2021 Green Fashion. Necessità e strumenti per una moda sostenibile, il corso in streaming interamente dedicato alla sostenibilità della filiera tessile e moda.

Green Fashion: seconda edizione ad Aprile 2021 - Fashion Research Italy

Una pratica guida verso le scelte sostenibili

Tre i moduli tematici dedicati all’analisi degli aspetti operativi che le aziende del settore devono considerare nell’abbracciare il percorso di conversione green; un compendio esaustivo che, attraverso 3 moduli di lezione frontale e 1 modulo extra di workshop per i primi 10 iscritti, forniranno una panoramica sui temi ineludibili e sulle necessità burocratiche e operative per dichiarare sostenibile la propria azienda, grazie alle docenze dei più affermati professionisti italiani del settore.

Dalla selezione dei materiali sostenibili da impiegare nelle proprie produzioni, alle certificazioni di prodotto e di processo vigenti nel settore tessile a livello internazionale, alle migliori strategie di green marketing per comunicare con trasparenza i propri progressi operativi senza incorrere in episodi di greenwashing: saranno questi i principali argomenti affrontati dai docenti durante i moduli di lezione frontale, arricchiti da Case Study su aziende tessili italiane di assoluta rilevanza internazionale.

Il Workshop – riservato ai primi 10 iscritti- offrirà inoltre ai partecipanti la possibilità di mettere alla prova le proprie conoscenze, mettendo a fuoco quanto appreso nei moduli precedenti attraverso l’individuazione e lo studio degli elementi che compongono un piano di business sostenibile e la relativa pianificazione strategica della comunicazione corporate.

Green Fashion si rivolge dunque a un pubblico di aziende e addetti ai lavori che necessitano di un agile aggiornamento o di un primo approccio di sintesi sugli step necessari alla conversione dei processi produttivi; il suo approccio multidisciplinare si rivolge anche a un pubblico più ampio di operatori della comunicazione e del marketing in cerca di un confronto sulle più efficaci strategie per far emergere, con la dovuta trasparenza, l’impegno green della propria azienda tessile o di moda.

I migliori esempi di business sostenibile

Alla luce della pandemia ancora in corso e dei conseguenti stravolgimenti economici che hanno decretato la strada della sostenibilità come la via maestra da percorrere nel prossimo futuro, i brand e tutta la supply chain devono dimostrare trasparenza in ogni segmento produttivo, a partire dalla progettazione e dalla scelta delle materie prime, fino ai processi demandati agli stakeholder. Per queste ragioni, Green Fashion offre un approccio dal taglio pratico, per trasformare questi propositi in premesse per un corretto percorso di conversione sostenibile.

Alle ore di didattica frontale si affiancano gli incontri con tre importanti Case study del mondo tessile italiano, che condivideranno il loro modo di intendere la sostenibilità in rapporto al settore di competenza:

  • la storica filatura Fulgar, dal 1970 leader internazionale nel mercato delle fibre man-made con la produzione e la distribuzione di poliammide e di elastomeri ricoperti, che negli ultimi anni ha visto crescere l’investimento in R&S nella direzione di un deciso impegno verso le tematiche ambientali;
  • la fashion designer Gaia Segattini e il suo brand di maglieria iconica realizzata a partire da pregiati filati di giacenza, che ha fatto di Gaia Segattini Knotwear una community digitale per sensibilizzare più ampiamente sui temi legati alla sostenibilità nella moda;
  • Filmar, azienda tessile che dal 1958 produce e nobilita filati a base cotone di altissima qualità, coniugando il rispetto dell’ambiente a quello dei diritti umani, la salute dei lavoratori e dei consumatori, facendo di tracciabilità, trasparenza e responsabilità sociale la base della sua attività.

Green Fashion: la prossima edizione ad Aprile 2021

Un’occasione formativa unica nel panorama italiano per completezza dei temi trattati e agilità di frequenza, grazie a lezioni in streaming che permetteranno di approcciare tutti gli aspetti salienti di questo importante tema; in modo da trasmettere ai partecipanti e alle aziende di provenienza una panoramica puntuale e un punto di vista preciso e professionale su tutti gli argomenti del corso.
Vi aspettiamo il 16, 17 e 23 aprile 2021 (a cui si aggiunge il workshop del 24 aprile per i primi 10 iscritti) nelle aule virtuali di Fondazione FRI, perché la sostenibilità esige una filiera corta e trasparente da parte dei produttori e consapevole da parte dei consumatori!

Claudia D'Angelo

Responsabile dell'archivio della Fondazione Fashion Research Italy. Già responsabile dell'archivio di Aeffe Fashion Group, di cui ha curato la prima costituzione. È inoltre contributor per alcune riviste di moda a livello scientifico, tra cui Zone Moda Journal dell'Università di Bologna.

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