TEXtures presenta i capolavori d’arte tessile del Fondo Brandone

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La collana di saggistica di Fashion Research Italy si è aperta con un saggio di Claudia D’Angelo – responsabile dell’archivio della Fondazione – sugli archivi di moda quale strategico strumento di conservazione, valorizzazione e trasmissione del patrimonio culturale aziendale. Il secondo volume non poteva quindi che addentrarsi alla scoperta del patrimonio di textile design conservato in FRI.

Questo secondo appuntamento con Textures porta la firma di Bona Mastruzzi, professionista della filiera da sempre legata a doppio filo a questa collezione di capolavori di arte tessile, che la racconta in un excursus ricco di spunti e riflessioni assolutamente da non perdere. L’autrice ripercorre con trasporto e un pizzico di nostalgia, l’incredibile storia del centro di ricerca tessile in cui per anni ha lavorato come consulente dei più rinomati stilisti che vi si rivolgevano in cerca di ispirazione per le nuove collezioni. In queste pagine se ne ripercorrono oltre quarant’anni di attività a stretto contatto con i più grandi studi di disegno italiani ed internazionali, e si scoprono i materiali raccolti, oggi corpus centrale dell’archivio di textile design FRI. Disegni tessili, carte da parati, cartelle colore e libri campionario databili dalla metà dell’Ottocento fino agli anni Venti-Trenta del Novecento, che rendono il Fondo Brandone testimonianza concreta dell’attività di una parte della filiera del Made in Italy.

Dallo Studio Tucano di Giuseppe Spadaccini per la creazione di una serie di spettacolari parei affidati a disegnatori balinesi, passando per Nuova Idea, DR di Carlo Pezzoni e Farcas-Ortenzi fino al celebre studio newyorkese di Jackie Peters, erano oltre 80 gli artisti coinvolti tra cui anche autentici pittori per dare un’impronta ancor più artistica alle proposte rivolte agli stilisti dei più grandi brand della moda mondiale in cerca di ispirazione per le proprie collezioni. Un legame quello con l’arte evidente anche dall’approfondimento dei più noti filoni classici e contemporanei, della fine dell’800 e ai primi del ‘900. Gotico e barocco alla stregua di graffitismo e Pop Art e Gruppo Memphis hanno fortemente ispirato i disegni destinati a La Perla, Les Copains, Max Mara, Moschino, Prada, Valentino, Versace e molti altri.

Ricorda Matruzzi:

Ogni nuova mostra, evento, film di particolare successo doveva essere studiato per rimanere sempre aggiornati. Quando è uscito L’Ultimo Imperatore di Bertolucci, fummo sommersi di richieste di disegni sulla Cina imperiale con il grande problema di dover individuare un’ispirazione diversa per ogni brand. Lo stesso accadde nel 1985 con il film Incontro sull’Oriente Express che nel 1986 ha portato alla realizzazione di una fantastica serie di disegni con treni d’epoca e loghi in lamina oro e argento.

Ed è così che la collezione di oltre 30.000 disegni tessili su carta e tessuto si è arricchita di libri sul folklore di vari popoli, repertori fotografici e capi delle più svariate etnie (dagli scialli guatemaltechi, alle lane con decori delle Ande fino a sari di seta indiani e bellissimi ikat indonesiani), preziosa fonte di ispirazione per rispondere alle più svariate richieste creative.

Questo patrimonio è stato oggi completamente catalogato e digitalizzato dallo staff archivistico della Fondazione Fashion Research Italy per farlo nuovamente rivivere come fonte di ispirazione per i designer contemporanei.
Non resta che augurarvi buona lettura!

 

 

I saggi della collana Textures sono disponibili in sede a fronte di una donazione liberale a sostegno delle attività di FRI.

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