Un pezzo dimenticato di Hollywood: Starlettes e Pin-Up della Cineteca di Bologna

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«La Hayworth diventerà una stella, tu mia moglie!». Era il 1935 e la Columbia Pictures cercava nuovi volti da lanciare nel dorato, quanto affamato di novità, star system di Hollywood. Il potente produttore Harry Cohn, colpito dalla straordinaria bellezza latina di Rita Hayworth, al tempo ancora quasi sconosciuta, le procurò un vantaggioso contratto con la major, ma i suoi occhi innamorati si posero su un’altra aspirante diva, Joan Perry.
Diventata la signora Cohn, Joan girò meno di una ventina di film nei cinque anni successivi, rassegnandosi poi a fare la ricca signora di Hollywood fino alla morte del marito. Il suo volto raffinato ci scruta ora da una foto scattata nel 1936 sul set del suo ottavo film, Blackmailer, in un look da femme fatale con un abito che ricorda lo stile glamour di Travis Banton.

Questa foto, insieme ad altre 840, fa parte dell’originale e accattivante Collezione Giuseppe Galliadi, dedicata alle starlette hollywoodiane, che la Cineteca di Bologna ha acquistato in diversi momenti, tra il 1983 e il 1996.

Giuseppe Galliadi era un grande collezionista di fotografie di cinema e aveva raccolto circa 50.000 immagini. In una sezione distinta aveva raggruppato sotto il titolo azzeccato di Starlettes le foto di molte giovani attrici, come Joan Perry, che avevano tutte le qualità potenziali per diventare delle star.

Si tratta soprattutto di immagini da book pubblicitari, fotografie in posa richieste direttamente dalle celebri case di produzione cinematografica, dalla Warner alla Paramount, e che coprono un ampio arco di tempo che dagli anni Trenta arriva fino ai Sessanta.

In prevalenza vi si trovano aspiranti attrici statunitensi, quasi tutte destinate a rimanere nell’ombra, dopo un fugace passaggio nella categoria “pin-up”, ovvero quella delle ragazze “da appendere” nei calendari stampati per sollevare il morale dei giovani soldati, durante la Seconda guerra mondiale.

Ma in questa carrellata di bellezze non mancano anche le sorprese e i volti che riuscirono a ritagliarsi un loro spazio nella storia del cinema. Come quello della nostra Gianna Maria Canale, famosa per le pellicole girate accanto a Totò e per essere diventata regina del genere peplum.
Qui, la troviamo in posa per la Metro Goldwyn Mayer in una foto del 1951, sul set di Go for Broke, il suo primo film hollywoodiano. Piume di struzzo e sguardo rapito inaugurano quell’alone drammatico che pochi anni dopo avrebbe consacrato Elizabeth Taylor a donna più bella del mondo.

E poi, ancora, Tamara Lees, attrice britannica di origini austriache che trovò la sua America da noi, in Italia, a partire dalla commedia di Mario Mattioli Totò sceicco. Tra acconciature biondo platino “alla Jean Harlow”, pose statuarie, studiatissimi sguardi da femme fatale, le fotografie della Collezione Galliadi costituiscono un affascinante, sensuale e malinconico viaggio in un tempo ormai definitivamente trascorso che vive però ancora prepotentemente nel nostro immaginario.

Le icone di stile della Cineteca di Bologna
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Massimiliano Jattoni Dall Asen

Dopo aver conseguito a Parma la laurea in Lettere moderne, con una tesi - in seguito pubblicata in Inghilterra - su Umberto Saba, si è specializzato in Critica letteraria presso l’Università Cattolica di Milano e in Giornalismo a Bologna. Nel capoluogo emiliano ha lavorato nella redazione locale de l'Unità e poi dell’agenzia di stampa AdnKronos. Nel 2003 è per alcuni mesi a Roma, nella redazione del Tg3, mentre nel 2007 si trasferisce a Milano e diventa redattore e inviato del canale televisivo La7. Nel 2010 approda al gruppo Rcs, nel quale attualmente è redattore a IoDonna, il femminile del Corriere della Sera.

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