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Dalle sfilate virtuali alle fiere digitali, come sta cambiando il sistema moda

Dal mondo del lavoro a quello dell’istruzione fino alla digital transformation della cultura (di cui vi abbiamo parlato in questo approfondimento), con questa pandemia stiamo assistendo alla trasformazione organizzativa più rapida della storia moderna.
La necessità di rendere le attività quotidiane realizzabili da remoto sta guidando anche il sistema moda tra esperimenti di sfilate virtuali e fiere digitali.

Le sfilate in live streaming

Le sfilate rappresentano una forte componente dell’economia di una città, ma negli anni molti fattori ne hanno minato la realizzazione. Basti pensare alle ricadute ambientali che hanno spinto diverse maison, come Gucci e Dior, ad immaginare format più ecosostenibili.

Dopo l’annullamento delle cruise, l’incontro della scorsa settimana in videoconferenza tra la Camera Nazionale della Moda Italiana e le federazioni francese (FHCM), americana (CFDA) e inglese (BFC), ha decretato anche lo slittamento dell’estate milanese del menswear i cui eventi andranno ad arricchire il calendario di settembre. lo stesso vale per New York e Parigi dove salta anche l’appuntamento con l’haute couture.

L’attuale emergenza sanitaria rende tuttavia impensabile immaginare assembramenti e viaggi per raggiungere le capitali della moda e dunque anche mantenere in essere una fashion week organizzata come da tradizione. Nella nota di CNMI si legge:

Stiamo lavorando a nuovi format digitali e a innovative modalità di incontro, come piattaforme b2b e b2c a beneficio dei brand, delle aziende del lusso e di tutti gli addetti del sistema.

Dall’Asia intanto arrivano le prime sperimentazioni di conversione integrale al digitale come le fashion week di Tokyo e Shanghai, fino al 3 aprile live su Tmall. Grazie ad un fondale chroma key e alla realtà aumentata, i partecipanti alla kermesse possono virtualmente sedere nel front row, commentarla in diretta, accedere a contenuti speciali ed acquistare le novità delle passerelle in tempo reale con l’opzione See now-buy now.

Unico brand italiano in calendario PINKO il cui presidente Pietro Negra, rimasto in Italia per gestire la situazione, commenta a Fashion Magazine:

Per noi si è trattato di un’esperienza positiva, che ripeteremo. Questo non vuol dire che d’ora in poi avremo solo fashion week virtuali, ma presto saranno una routine ed è meglio abituarsi.

Le fiere digitali

La trasformazione digitale sta investendo anche il settore fieristico con progetti che estendono all’online le opportunità offerte ella manifestazioni, creando nuove occasioni di incontro tra domanda e offerta disponibili per tutto l’anno.

Come i marketplace di Première Vision, Milano Unica e E-Pitti Connect di cui in giugno verrà lanciata una versione avanzata con nuove funzionalità e modalità di interazione a distanza.
“Naturalmente per noi la fiera fisica è molto importante, non solo per la kermesse alla Fortezza da Basso di Firenze, ma anche per tutti gli eventi che nei giorni di Pitti si svolgono in città”, ha sottolineato il direttore generale Poletto, “Il digitale è una cinghia in più di trasmissione e noi stiamo realizzando un progetto molto forte su questo fronte.”

Il Salone internazionale delle collezioni maschili, tra i pionieri nell’adozione di strumenti smart a supporto dell’organizzazione e gestione degli eventi, è oggi protagonista dell’importante progetto lanciato da ICE a sostegno dei prossimi eventi, che plausibilmente si troveranno ad affrontare momenti di debolezza.
Stiamo collaborando con Pitti, che ha fatto già un ottimo lavoro in questa direzione, per estendere il loro know-how digitale.” ha annunciato il presidente Ferro a MMF: 

Vogliamo che, con piattaforme in rete, le fiere vivano per 365 giorni l’anno, per mantenere vivi in maniera costante i contatti tra espositori e compratori.

Verso un sistema moda digitale?

Cambiano dunque i rapporti di forza tra online e offline, ma in che direzione evolverà il sistema moda?
Secondo Marco Bizzarri, numero uno di Gucci, dopo la COVID-19:

I giovani e la tecnologia avranno un ruolo ancora più centrale: resterà alta l’attenzione alla sostenibilità e si incrementeranno le iniziative legate alla realtà virtuale, fondamentale per presentare le collezioni. Ma la moda è creatività e non può essere intrappolata in format troppo rigidi.

Il digitale è dunque uno strumento per supportare la creatività della moda trasmettendone la magia con contenuti ad hoc.
Come la passerella multimediale ospitata nella sede bolognese di Fashion Research Italy, ideata per la creazione di sfilate virtuali e la presentazione delle collezioni ad addetti ai lavori e buyer in modalità remota. E’ costituita da una serie di monitor da 85” installati in modalità portrait e posizionati in modo da essere visibili al visitatore della Fondazione come un unico lungo schermo da oltre 16 milioni di pixel. Un sistema di diffusione sonora da circa 1.000 watt, rende inoltre l’esperienza immersiva.

Solo uno degli esempi di digitalizzazione e smaterializzazione dei momenti più significativi per il racconto della moda che si stanno diffondendo. La pandemia cambierà dunque gli scenari del fashion system internazionale, ma per capire come è necessario attendere.


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