Green Carpet Fashion Awards 2020: la sostenibilità è di moda

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Il settore moda punta su un futuro completamente green. La pandemia ha posto l’intero Paese davanti ad un bivio ma per le manifatture italiane non ci sono dubbi: la sostenibilità è un elemento fondamentale per la sopravvivenza dell’industria moda. I dati raccolti da Economist intelligence Unit per conto di U.S. Cotton Trust Protocol testimoniano infatti che per molte maison mondiali la svolta ecosostenibile è uno dei principali obiettivi strategici, seconda solo al miglioramento della soddisfazione dei clienti.

Tra le manifestazioni più sentite, i Green Carpet Fashion Awards nati dieci anni fa, quando ai Golden Globe del 2010 Livia Firth sfilò sul red carpet indossando un abito da sposa riciclato. Da allora designer e celebrità di tutto il mondo partecipano alla Green Carpet Challenge portando il meglio dello stile sostenibile sotto i riflettori.

Gli Oscar della moda 2020

Nll’anno della digitalizzazione, il tappeto rosso è stato completamente reinventato da Aquafil ridando vita alle reti da pesca scartate. La 4° edizione, trasmessa in diretta mondiale su SKY con la conduzione di Robert Downey Jr, ha visto infatti il Teatro La Scala di Milano, sede storica dell’evento, vestirsi di fiori e piante per diventare un terrario virtuale, location d’eccezione di un evento davvero unico.

Una fusione di realtà aumentata, effetti visivi e tecnologia cinematografica in cui le celebrity del mondo della moda, del cinema e della musica, apparsi attraverso una telepresenza olografica, hanno condiviso uno sguardo esclusivo dei loro guardaroba mostrando pezzi e look preziosi, incoraggiando tutti a diventare cittadini attivi in ​​modo sostenibile.

Organizzati da Camera Nazionale della Moda Italiana in collaborazione con Eco-Age, e con il supporto del Ministero degli Affari Esteri, della Cooperazione Internazionale e dell’Agenzia per il Commercio Italiana, i cossidetti “Oscar della moda” di questo anno così particolare sono stati dedicati allo stare insieme e al tema della rinascita per tessere il nuovo filo della società sotto i principi di giustizia sociale e ambientale.

In tempi difficili, in cui è importante inviare un messaggio positivo di cambiamento, siamo felici di presentare questo progetto e collaborare con l’intero settore moda, il governo e le istituzioni, per aiutare il pianeta e costruire un futuro migliore per tutti

ha commentato Carlo Capasa, presidente di CNMI.

And the GCFC Award goes to…

Cuore dell’evento, animato dalla partecipazione di star come Colin Firth, Maisie Williams, Iman, Cate Blanchett e Lewis Hamilton, è la cerimonia di consegna delle cinque iconiche statuette, frutto della collaborazione tra Chopard e Marion Cotillard, per la prima volta nella veste di designer. Realizzate esclusivamente con oro etico, omaggiano le personalità e le aziende che hanno trasformato il sistema.

L’attrice statunitense Zendaya si è aggiudicata il GCFA Visionary Award, in qualità di portavoce delle istanze per aumentare l’inclusività e la diversità, oltre che a contribuire attraverso la sua visibilità mediatica a dar voce ad altri talenti meno conosciuti.

Il GCFA Responsible Disruption Award è stato invece assegnato al Progetto Quid, che disegna, produce e distribuisce collezioni di qualità, offrendo opportunità di carriera a chi altrimenti avrebbe difficoltà a inserirsi nel mercato del lavoro.142 le persone aiutate in poco più di sette anni, il 70% donne vulnerabili.

Un panel di personalità del settore tra cui Simone Marchetti, direttore di Vanity Fair Italia e Renzo Rosso, presidente di OTB, hanno premiato con il GCFA Best Independent Designer Award la stilista Sindiso Khumalo che si è distinta, nella cerchia dei designer indipendenti.

Alle Nazioni Unite la statuetta del GCFA North Star Award per il filmThe UN Global Goals che, in occasione del 75° anniversario dell’organizzazione, celebra i cinque anni dall’adozione degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Infine, la CNMI consegna simbolicamente il GCFA Art of Craftmanship Award agli artigiani italiani della filiera moda, che attraverso la cura meticolosa e la continua evoluzione rendono grande il Made in Italy in tutto il mondo.

Questa edizione dimostra come, in una realtà diventata sempre più complessa, le nostre imprese siano in grado di adattarsi velocemente ai mercati esteri. Le abitudini di consumo, da parte soprattutto delle giovani generazioni, vanno in misura sempre maggiore verso qualità e sostenibilità, punti di forza dell’industria della moda italiana.

conclude Carlo Ferro, presidente di Agenzia Ice.

Il debutto orientale

Ma quest’anno l’evento è arrivato anche in Cina. Per festeggiare il cinquantesimo anniversario dell’istituzione dei legami diplomatici con l’Italia, Shanghai ha infatti ospitato una speciale anteprima mondiale dei China Awards. Durante la Shanghai Fashion Week, quasi 300 invitati si sono riuniti per una cena di gala all’interno dell’edificio più alto del paese.

Tra le celebrità Chris Lee, premiato con il GFCA Asia Change Maker Award. Oltre ai discorsi in live streaming di Capasa e Livia Firth, direttore creativo di Eco-Age, la consegna di cinque premi tra cui un GFCA Eco Stewardship Award al gigante del cashmere Erdos e il GFCA Sustainable Producer Award al gruppo Chenfeng.

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