Shirt in Short, viaggio nel mondo della camicia

thumb image

Destinata a stare spesso nascosta o notata per i suoi dettagli come un colletto, dei polsini o una fila di bottoni, la camicia ha avuto la sua ribalta nei giorni dell’8 e 9 luglio negli spazi del DAMSLab. Shirt in short. Brevi storie di camicie è il titolo della mostra progettata per il workshop finale del Master in Design and Technology for Fashion Communication, un percorso formativo diretto da Federica Muzzarelli nato da un accordo tra l’Università di Bologna e la Fondazione Fashion Research Italy.

Si tratta della quarta edizione di Out of the Archives, il contenitore in cui gli studenti del master, giunti alla fine del percorso di studi, si mettono a lavorare a un evento dalla A alla Z concentrandosi su un tema di moda e costume: una sorta di prova generale prima di misurarsi con il mondo del lavoro vero e proprio partendo dallo studio di un archivio.

Nell’allestimento pensato per gli spazi del DAMSLab (visibile a fondo pagina) gli allievi si sono cimentati con le camicie provenienti dall’archivio aziendale Woolrich, dagli archivi di ricerca Mazzini e con alcune riproduzioni di disegni su carta e tessuto appartenenti al Fondo Renzo Brandone, il corpus più importante e di prestigio custodito nell’archivio di Textile Design di Fondazione FRI.

La mostra

Iconica, genderless e senza tempo: questo è il taglio dato alla camicia nella mostra Shirt in Short. «Il nostro punto di partenza è stato l’archetipo della camicia» ha spiegato il direttore artistico Vittorio Linfante «l’abbiamo considerata come espressione della personalità e come un oggetto da cui possono scaturire storie diverse».

Quattro sono state le declinazioni scelte per raccontare il capo. Con l’etichetta Be Wild si rende omaggio al motivo check sottolineando la versatilità della camicia da indumento da lavoro a imprescindibile elemento di streetwear come insegna il brand Woolrich, protagonista della sezione. Be Yourself racconta invece l’estro del designer che usa la camicia come una tela su cui dare libero sfogo alla propria creatività. Spiccano qui la camicia di Antonio Marras con riportata la grafia e una frase del figlio da piccolo, quella di Martin Margiela composta da due retro e quella destrutturata che non può che essere di Comme de Garçons. Be Ironic invece ci proietta negli anni 70 quando una stilista come Roberta di Camerino si divertiva a riempire di grafismi le sue camicie. La regina della sezione Be Creative è Vivienne Westwood prima della sua esplosione, nel momento in cui incarnava il genuino spirito del punk inglese: in mostra due pezzi del 1976 della collezione Anarchy Shirt in cui la camicia si fa portatrice di messaggi che vanno al di là della moda tout court veicolando anche istanze politiche e sociali.

La storia di un capo transgenerazionale

«Questa mostra è una vera e propria ricognizione sul capo camicia» dice Fabriano Fabbri, docente di Forme della moda contemporanea dell’Università di Bologna «l’esposizione è sorprendente sia per la ricchezza delle scelte che per la varietà cronologica: questa sorta di cronistoria ci dimostra quanto la camicia sia un capo transgenerazionale». «Il senso dell’operazione che ogni anno cerchiamo di rinnovare è quello di far comprendere ai ragazzi quanto la ricerca in archivio sia una risorsa inesauribile in questo settore» ha sottolineato Claudia D’Angelo, responsabile dell’Archivio di Textile Design di Fondazione FRI.

Ospite d’onore dell’evento annuale del Master in Design and Technology for Fashion Communication, Giacomo Santucci, presidente di Camera Buyer Italia. «Interessante questa lettura fatta da giovani in un ponte ideale tra passato e futuro» ha osservato Santucci «mi colpisce il linguaggio utilizzato, molto vicino al teatro che in francese lo chiameremmo mise en abyme. Queste quattro sezioni raccontano altrettante community che, anche a distanza di tempo possiamo tenere in vita grazie alla tecnologia ma nel momento stesso in cui lo fanno ci restituiscono, possiamo dirla hegelianamente, lo zeitgeist, lo spirito del tempo».

Shirt in Short. Brevi storie di camicie è una mostra a cura degli studenti del Master in Design and Technology for Fashion Communication: Sofia Baldoni, Ilenia Capobianco, Chiara Gherardi, Marta Meloni, Ilaria Pascarelli, Francesca Pippia, Gianluca Raguso, Davide Stigliani, Anna Tosti, Benedetta Zamagni.

MOSTRA SHIRT IN SHORT MASTER DTFC
« 1 di 5 »

Giorgia Olivieri

Giornalista freelance, scrive di moda, costume e cultura. Dal 2011 cura la rubrica BOutique su Repubblica Bologna ed è co-autrice della guida Grand Tour Bologna. Ha realizzato alcuni reportage indipendenti che sono stati oggetto di mostre e pubblicazioni. Collabora con varie testate tra cui Vanity Fair: tra le sue ossessioni la moda secondo i reali inglesi.

More Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

8 − 6 =

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Accetto la normativa sulla privacy