Optical, il gioco dell’illusione

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É noto come nei primi anni Sessanta la Pop art permeasse ogni ambito della società coi suoi colori saturi, ma non tutti sanno che a dettare il linguaggio della moda si stava affermando invece il rigoroso stile Optical. Le giovani generazioni, infatti, si erano messe alla ricerca di una versione alternativa dell’arte e della vita, ma anche di abiti che dichiarassero a chiare lettere la distanza con il passato, attraverso uno stile forte, audace, minimalista,​ moderno. In una parola Optical.

Un’attenta ricerca nell’uso di cromatismi e forme geometriche, giochi di percezione gestaltica e il ricorso all’eterno binomio bianco/nero, in un inconsueto gioco di accostamenti furono dunque gli elementi dell’Optical capaci di catturare l’attenzione degli stilisti più audaci. Da Mary Quant a Yves Saint Laurent, passando per Ossie Clark, molti si legarono a questo genere, sia nei tagli sartoriali minimali, che nel ricorso a stampe ricercate e ipnotiche.

Da allora, le passerelle ripropongono ciclicamente questo trend, che ha dimostrato di sapersi rigenerare attraverso nuovi schemi e sfumature cromatiche, anche in accordo con i cambiamenti dei tempi. Tra i numerosi disegni tessili dell’archivio di textile design FRI, sono numerosissimi i disegni che si ispirano a questo trend e alle sue molteplici declinazioni.

TEXTILE DESIGN OPTICAL DAL FONDO RENZO BRANDONE
textile-design-optical-archivio-fashion-research-italy
Aperture: 5.6Camera: Canon EOS 70DIso: 100Orientation: 1
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