Stampa tessile: il fascino della tecnica a quadro

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La stampa a quadro è un tipo di stampa serigrafica, questa tecnica risulta ad oggi una delle più importanti per ottenere un prodotto di alta qualità e sicuramente era la più diffusa fino a circa un decennio fa, poi l’avvento della stampa digitale o inkjet e il suo rapido miglioramento tecnologico l’hanno scalzata in nome di costi più contenuti e maggiori prestazioni (realizzazione di molti metri in meno tempo).

I risultati, però, non sono gli stessi! Infatti, la tecnica a quadro permette una maggior penetrazione del colore, che si adatta a lavorazioni di alta moda o dove si necessita che il fronte e il retro del tessuto siano praticamente identici ed è ancora l’unica che permette di stampare colori speciali (glitter, metallici, pouf, craquelé, ecc.).

Il processo della stampa a quadro

Addentriamoci allora nel processo di stampa per capire come nasce una tessuto stampato a quadro!
Il tutto parte da un disegno realizzato a mano o digitalmente che viene scomposto nei vari colori, dando vita a dei lucidi su cui le parti di quel colore sono rappresentate in nero. Ciascuno di questi lucidi diventa un quadro d’incisione, ossia un telaio di metallo, generalmente di colore blu, con all’interno un buratto (una tela molto regolare e scarsamente deformabile). In antichità erano di seta, mentre oggi sono in nylon o poliestere.

Il procedimento tradizionale prevede che il fotoincisore prepari i telai in ferro, incollandovi i buratti su cui stende una fotoemulsione idrosolubile, una gelatina sensibile alla luce, su cui poggia il lucido relativo al colore. Crea tanti quadri quanti i colori del disegno.
Il quadro è poi inserito in un macchinario basculante in cui è esposto, previa eliminazione dell’aria, alla luce UV di una lampada che fissa la gelatina. In questo modo dove il lucido ha le parti nere la gelatina non cambia consistenza, lasciando aperti i fori, mentre nelle parti trasparenti si solidifica.

Ripetuta l’operazione per tutti i quadri che si hanno, si lavano e asciugano i buratti, poi si realizza una carta prova, ovvero una prova di stampa su carta, prima di andare in produzione su tessuto. È un controllo che permette di verificare il perfetto allineamento dei diversi quadri onde evitare brutti effetti di “fuori registro”.

Un esempio

Facciamo un passo indietro perché non è così semplice comprendere tutti i passaggi!
Abbiamo detto che il buratto ha delle parti aperte e delle parti chiuse dalla gelatina. Si capisce quindi che nelle prime il colore può passare al supporto sottostante, mentre nelle altre no. Immaginate che il disegno sia un papavero ripetuto in tutte le direzioni su fondo nero: i colori che lo compongono sono il rosso, il verde, il nero. Quindi avrò tre quadri di incisione, ognuno con i fori del buratto aperti in corrispondenza della sagoma del colore che rappresenta (i petali per il rosso, il verde per il gambo, il nero per il pistillo e il fondo).

Per ottenerne la stampa finale partirò realizzando una carta prova stampando prima il verde, poi il rosso ed infine il nero. I tre quadri si devono sovrapporre perfettamente in modo che le sagome coincidano e per agevolare questa operazione hanno dei mirini. Su ciascun quadro appoggiato sulla carta si appoggia uno strumento a forma di V chiamato racla entro cui si versa la pasta colorante e poi a mano la si trascina lungo tutta l’altezza per stenderla in modo uniforme. Terminata l’operazione, si solleva il quadro e si vedrà che il colore ha imbibito il supporto in corrispondenza dei fori aperti. Successivamente si ripete il tutto con il secondo e il terzo quadro.

Stampa a mano o a macchina?

Quando la carta prova non presenta imperfezioni, si passa alla produzione stampando a mano o a macchina sul tessuto. La prima è normalmente usata per provare le varianti, mentre la seconda per la tiratura di grandi quantità di tessuto.

La macchina da stampa è enorme. Al principio presenta il subbio, il rotolo con il tessuto greggio, nella parte centrale un nastro adesivo su cui viene steso il tessuto e sopra vi sono i quadri di incisione con una racla automatica, riempita manualmente da un operatore con il colore relativo. Possono esservi fino a 15 quadri. Nella parte finale, poi, il tessuto viene raccolto da una macchina che lo asciuga.
Da qui in poi iniziano una serie di altre operazioni, di cui le principali si possono riassumere in: vaporizzo, lavaggio, centrifuga, asciugatura e controllo qualità.

Il mondo della stampa a quadro è complesso, ma davvero affascinante! Se desiderate approfondire, leggete i restanti della rubrica dedicati alle tecniche di stampa più utilizzate, tra cui l’approfondimento sullo stampato romagnolo, tipico della nostra regione e prenotate un appuntamento presso l’archivio della Fondazione Fashion Research Italy.

Silvia Zanella

Executive Assistant del Responsabile dell'Archivio FRI, si è occupata della catalogazione e organizzazione del Fondo Renzo Brandone ed è referente didattico del corso "Archivi della moda: heritage management".

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