Le tendenze A/I 18-19 dalla MFW al Fondo Brandone

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Si è chiusa recentemente la Fashion Week milanese che ha svelato al mondo come ci vestiremo il prossimo autunno-inverno.

SAPORE RÉTRO CON UN TOCCO DI NOVITÀ

Torna la donna femminile e di buon gusto che sfoggia abiti dai bei tagli di sapore un po’ rétro, ma con un tocco di fresca novità.

Per alcuni marchi, come Alberta Ferretti, è dato da graffianti pennellate d’oro su tessuti neri e blu elettrico o da preziosi ricami orientali, per altri, ad esempio Gucci, da paillettes e applicazioni o, nel caso Dolce&Gabbana, da stampe divertenti. Incursioni di eccesso, lusso e opulenza – dati dalle lavorazioni e dai materiali, ma usati in modo ironico – sono i risultati del “trumpismo” nella moda.

RITORNANO GLI ANNI ’80

Le linee a cui si guarda sono degli anni ’80: tornano in gran voga le spalle squadrate.

Lo si vede negli abiti e maglioni di Alberta Ferretti, nei gilet-giubbotto di Prada, nei vestiti da sera di Gucci e Fendi. Si pesca dall’immaginario Pop e Rock sia per l’oro e l’argento sia per alcuni colori fluo.

Sarà l’anno del verde, del viola, come ha decretato Pantone, ma anche del giallo e del rosso. In generale sono i colori saturi a farla da padrona. Non mancheranno però anche tonalità pastello per chi non ama osare.

Frange, nappe e piume diventano le grandi protagoniste degli outfit A/I 2018-2019. Piume che pongono inevitabilmente la donna al centro dell’attenzione rendendola, in molti casi, accattivante e sexy (Giorgio Armani, Alberta Ferretti, Dolce&Gabbana), frange che conferiscono un gusto country chic e svecchiano modelli classici come per il cappotto nero di Max Mara.

LA DONNA DELLE SFILATE

Una donna mai come quest’anno simbolica. Ogni brand l’ha resa la narratrice di valori, critiche e provocazioni.

Moschino mette in scena Jeckie Kennedy dedicando a lei cappellini e modelli. Mannequin con colori di pelle fluo impersonificano la teoria secondo cui Marylin Monroe, per Jeremy Scott Jackie, sarebbe stata uccisa dalla CIA perché sapeva troppe cose sugli alieni.

Gioco di parole anche tra alien e immigrati per alludere alle affermazioni di Trump sul muro alle quali lo stilista si è schierato a sfavore in un’intervista legata allo show. Prada riporta in auge una donna forte e libertaria costruendo una scenografia buia a esprimere l’idea della notte che spaventa il genere femminile. Nella sua collezione è il nylon a predominare e, per la seconda volta dal 1997, sfila una modella di colore.

AUTUNNO-INVERNO ALL’INSEGNA DEL WARMING

La donna torna a coprirsi. Dopo anni in cui l’inverno vedeva capi molto leggeri, per il 2018-2019 non c’è da preoccuparsi. Passamontagna, maglioni e cappotti super long sono da considerarsi dei must have.

Si vedano Les Copains e N. 21 per i maglioni e Blumarine, Salvatore Ferragamo e Roberto Cavalli per i capospalla.
Anche i tessuti rimandano all’idea di warming: dalla Scozia arriva il tartan. Declinato in chiave multicolor da Versace, fluo da Prada, gipsy da Max Mara che lo abbina a t-shirt stampate, è presente in modo trasversale. Non potremo mancare di adeguarci alla moda!

ANIMALIER E RIGHE SEMPRE PRESENTI

E per gli amanti dell’animalier e delle righe niente preoccupazione: sono un evergreen.

Arthur Arbasser rivisita le righe allargandole, proponendole con colori vivaci e soprattutto abbinandole tra loro in mix davvero interessanti. Grande ritorno per il maculato, ma rigorosamente mix & match: ghepardati, leopardati, tigrati, pitonati e zebrati fanno capolino in quasi tutte le sfilate e in tutte le tipologie di capo. Dai total look (Max Mara) al singolo elemento (gonna animal print maculata di Les Copains abbinata a un maglione), dalla ricercatezza (Roberto Cavalli) all’eccesso (giacca pitonata con tocchi di verde di Gucci), senza dimenticare i divertenti i cappotti con gli occhi di gatto di Marni.

Tutto si mescola senza soluzione di continuità: tessuti tipici per l’uomo fanno capolino nell’armadio di lei rivisitati con paillettes e frange, mentre mise da sera vengono presentate per il giorno e look da montagna diventano ordinari per la vita cittadina.

IL FONDO RENZO BRANDONE: SCRIGNO DI FANTASIE E TEXTURE

La Fondazione Fashion Research Italy ha acquisito il Fondo Renzo Brandone, una raccolta di 30.000 disegni di textile design su carta e su tessuto raffiguranti molteplici tematiche.

Il Fondo è uno scrigno ricco di fantasie e texture perfette per queste tendenze. Si possono trovare dai maculati al tartan, dagli angeli alle stoviglie (Dolce&Gabbana), dal fumetto (Moschino) alle catene (Vivetta).

Un grande valore aggiunto è costituito dalla diversità degli stili dei disegni poiché sono stati creati da studi di disegno diversi. Textile design realizzati a mano, ricchi di spunti creativi per motivi, materiali e tecniche.

Il Fondo è a disposizione per la consultazione di stilisti, designer e creativi.
Per appuntamenti, scrivere al direttore dell’archivio e spazi espositivi Fabio Massaccesi: fabio.massaccesi@fashionresearchitaly.org
051 220086

FANTASIE E TEXTURE DAL FONDO RENZO BRANDONE

Alcuni disegni di textile design che richiamano i trend in sfilata alla Milano Fashion Week

Occhi di tigre dal Fondo Renzo Brandone di Fashion Research Italy
1989, tempera e aerografo su cartoncino. Ironici occhi di tigre si confondo con le striature della pelliccia come nei diverti capospalla proposti da Marni.
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Silvia Zanella

Assistente del Direttore degli Archivi e degli spazi espositivi della Fondazione Fashion Research Italy, si è occupata della catalogazione e organizzazione del Fondo Renzo Brandone ed è responsabile della segreteria scientifica della Fall-Winter School Archivi della moda: heritage management.

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