L’archivio della Fondazione: Il Fondo Renzo Brandone

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Giunge l’appuntamento con il quale vogliamo presentarvi gli Archivi della Fondazione e non potevamo non iniziare dal fondo più cospicuo: il fondo Renzo Brandone.

La Fondazione ha deciso d’adibire 400 metri quadrati di ambienti suddivisi in due caveau, a temperatura, luce e umidità controllate per ospitare i propri archivi. Qui sono custoditi per ora due fondi fisici: il fondo Renzo Brandone e la donazione di Emmanuel Schvili e Giorgia Fioretti, mentre un discorso a parte merita il database Fashion Photography Archive.

Certo nascerà subito spontanea la domanda, perché una Fondazione ha costituito un archivio fisico?
Semplice. L’archivio è uno degli strumenti migliore per supportare la cultura d’impresa. L’archivio fornisce idee, innovazione, sostanza e concetti. Sono questi i motori che ci fanno venire voglia di costruire, di guardare il futuro per riscriverlo e migliorarlo. Il caso del Fondo Renzo Brandone è in questo emblematico, perché non è solo un numero consistente di disegni tessili ma è l’archivio storico dell’avventura imprenditoriale che il signor Renzo Brandone aveva iniziato nel 1975 a Milano e che lo vide protagonista del panorama della confezione di stampe per la moda fino al 2013, anno in cui ha deciso di ritirarsi e di cessare l’attività.

IL FONDO RENZO BRANDONE, CUORE DELL’ARCHIVIO FRI

Il cuore di questo archivio storico sono i trenta mila disegni tessili su carta e stoffa esito dell’attività dell’azienda converter Silkin di Renzo Brandone, il cui nome è stato scelto per denominarne il fondo sotto il quale è raggruppata la diversa documentazione dell’azienda, composta non solo da oggetti.

L’imponenza numerica dei materiali è la testimonianza dei migliori disegnatori italiani ed esteri, che hanno prodotto per Silkin i disegni per i più importanti marchi della moda. Indubbiamente un bell’acquisto da parte della Fondazione che ha assicurato all’Italia nella sua interezza l’archivio storico dell’impresa converter e ha arricchito il territorio emiliano-romagnolo di un Fondo unico nel suo genere.

MEMORIA IMPRENDITORIALE E TESTIMONIANZA DEL LAVORO DI FILIERA

Ma il Fondo Renzo Brandone non coincide solo con l’archivio storico di “prodotto”, esito dell’attività pluridecennale del converter, è piuttosto l’intero archivio dell’impresa all’atto della sua cessata attività.
Questo il grande valore aggiunto. Una vasta documentazione mista, che comprende anche parte della documentazione amministrativa, che può essere letta cronologicamente a testimonianza del processo di lavoro e degli attori coinvolti (designer, disegnatore, stampatore…): a partire dalla scelta fino alla messa in stampa di un disegno per una casa di moda.

Il Fondo Renzo Brandone, con le sue unità raggruppate in serie con i suoi documenti fra loro connessi da rapporto di originarietà, è l’esempio di come possa sedimentare una “memoria imprenditoriale” altamente specializzata. Sta ora alla Fondazione conservarla, tramandarla, descriverla e metterla a disposizione dell’intera collettività. Ma con quale voce narrarla?

UN FONDO FISICO SCHEDATO E DIGITALIZZATO

Per la Fondazione è stato subito chiaro, il Fondo Renzo Brandone doveva trovare la sua nuova voce nel mondo del digitale.

Alcuni tessuti dell'archivio di textile design della Fondazione Fashion Research Italy

Il lettore potrà chiedersi se è davvero importante, se davvero vale la pena che un archivio fisico sfidi le potenzialità degli strumenti che quella fisicità negano. Sono questioni non banali che in base a come si decide di rispondere si orienterà i risultati e i modelli di gestione dell’archivio stesso.
La risposta della Fondazione è però implicita nei traguardi di schedatura e digitalizzazione raggiunti, ma è altresì certa che i valori sottesi a quelle scelte sono i cardini di una visione e missione che incidono profondamente sulle strade da prendere.

Consapevole infatti che l’archivio possa essere una straordinaria piattaforma innovativa capace di ridefinire la percezione del valore che sta attorno al prodotto della moda e posto a portata anche della piccola-media impresa, FRI si prefigge di accompagnare le aziende verso la costituzione e valorizzazione del proprio cultural heritage come parte integrante della cultura d’impresa, anche grazie all’esempio del lavoro da lei fatto sull’archivio storico Silkin oggi Fondo Renzo Brandone.

Vi aspettiamo!

APPUNTAMENTI

Per l’accesso all’archivio della Fondazione è necessario fare richiesta al direttore degli archivi e spazi espositivi FRI, dott. Fabio Massaccesi, specificando le generalità e i recapiti del richiedente, gli scopi e i contenuti della consultazione.

fabio.massaccesi@fashionresearchitali.org
051 220086

Fabio Massaccesi

Professore di storia dell'arte medioevale presso l'Università di Bologna. Già direttore dell'archivio della Fondazione Fashion Research Italy di cui ha curato la prima costituzione. È inoltre Fashion contributor per alcune riviste tra cui Io Donna del Corriere della Sera.

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