FILA Museum: un archivio di moda che parla alle generazioni future

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Annalisa Zanni, responsabile della Fondazione FILA Museum, ci racconta la sua visione dell’archivio come potente mezzo di comunicazione e storytelling.

In vista del nuovo corso Archivi della Moda: Comunicazione e storytelling di Fondazione FRI (in streaming dal 9 all’11 Giugno 2021), vi presentiamo uno dei casi studio più attesi: l’archivio della Fondazione Fila Museum. Lo facciamo insieme alla responsabile Annalisa Zanni che ce ne racconta l’importanza come strumento di conservazione e valorizzazione dell’Heritage del brand, oggetto di studio per le nuove generazioni e fonte di ispirazione di numerosi progetti di comunicazione.

Come è catalogato l’archivio Fila?

La catalogazione del nostro archivio è volutamente molto semplice per permettere una facile fruizione dei contenuti anche per chi accede dall’esterno. Tra le categorie principali troviamo abbigliamento, scarpe e accessori, contenuti multimediali quali video e immagini, materiale tecnico (cataloghi, schede tecniche, etc.) e infine abbiamo una sezione dedicata alle collaborazioni avvenute negli anni. Ogni categoria è poi a sua volta suddivisa in sottocategorie, ad esempio per anno, stagione, genere e tipologia per suggerire una ricerca il più possibile esaustiva e al contempo fornire dei saldi riferimenti storici

Chi sono e cosa ricercano i principali fruitori?

I nostri principali visitatori sono designer, interni o esterni in occasione di collaboration in corso, e studenti. È bello vedere i loro occhi che si illuminano di stupore quando apriamo le porte dell’archivio, si trovano davanti a tale quantità e qualità di materiale e ci dicono: “Non pensavo fosse così”.
Le loro ricerche comunemente vertono su design e stili di un determinato sport o epoca per lo sviluppo di nuove linee o la reinterpretazione di collezioni o singoli capi.
Quello che consigliamo, quando li accogliamo nei nostri spazi, è di concedersi anche un’ora per visitare Biella, per “respirare” l’aria della città in cui è nata FILA ed aiutarli a comprendere meglio il DNA del nostro Brand.

Come gestite l’assistenza alla ricerca?

Di solito si parte dalla raccolta di quanto più materiale possibile inerente al soggetto richiesto. Il secondo step è inserire tutte le informazioni in un format grafico da noi ideato,FILA Museum - Fashion Research Italy cercando di mantenere un ordine che sia semplice e comprensibile dall’esterno, creando una sorta di piccolo flyer che riassume per sommi capi i contenuti della ricerca.
Se la richiesta comprende anche pezzi fisici, come abbigliamento, scarpe o altro, produciamo una sequenza di immagini per offrire più dettagli possibili al fruitore. Infine, se la ricerca serve per sviluppare quel determinato prodotto, produciamo anche una vera e propria scheda tecnica con misure, composizione e dettagli accessori.

È possibile effettuare le ricerche solo in presenza o l’archivio è stato digitalizzato?

Siamo molto attenti alle soluzioni digital. Lavorando per un Brand internazionale con sedi e colleghi in tutto il mondo, sarebbe davvero impensabile affidarsi alla sola parte analogica. Dal 2016, stiamo lavorando ad una digitalizzazione massiva del patrimonio archivistico della Fondazione, raccolto in una sezione dedicata del portale aziendale che ci permette di caricare in tempo reale tutto il materiale, ad oggi circa 163.550 file.

Uno degli scopi di questo immenso lavoro è naturalmente la salvaguardia di pellicole, video o diapositive che purtroppo si deteriorano nel tempo. Un altro è rendere l’archivio fruibile anche ai nostri partner. Logicamente, per motivi di diritti, la piattaforma è in modalità di sola consultazione ma, su specifica richiesta e conseguente approvazione, è possibile anche scaricare alcuni file.

La vostra memoria aziendale è fonte di spunto per il vostro brand storytelling?

All’interno della nostra collezione ci sono tanti articoli che raccontano una storia, alcuni più iconici, altri più curiosi. Per motivi di conservazione, alcuni sono tenuti sotto vetro. Con l’intento di abbattere anche queste barriere e far conoscere la nostra memoria aziendale al pubblico, abbiamo ideato un progetto di storytelling che si propone di di “far uscire” dalla teca questi capi a rotazione.

Un esempio è il prototipo della polo Borg esposta in museo sulla quale, con un pennarello, il designer Pierluigi Rolando disegnò le righe che l’avrebbero resa celebre. Per veicolare la bellezza di questo racconto, abbiamo fatto parlare la polo stessa in una rubrica di tre puntate sul nostro blog: “Dietro la teca”, “Il pennarello rosso” e “Silenzi e Campioni”.

Ne è nata anche una rubrica social?

All’inizio del progetto ci siamo posti la domanda di come far conoscere all’esterno i fondi del nostro archivio, fino a quel momento mai raccontati, senza rendere la narrazione pesante e prolissa e i social sono stati la soluzione! Una delle prime idee è stata la creazione di una rubrica legata a fatti quotidiani ai quali ricondurre foto, campagne, video o altro relativi al singolo evento.
È una buona palestra anche per chi lavora all’interno della Fondazione per capire cosa veramente conosciamo di FILA poiché la scelta delle immagini e la redazione dei testi sono prodotti direttamente da noi.

Oltre a ciò, li utilizziamo per dare notizia a più utenza possibile delle diverse occasioni nazionali ed internazionali in cui apriamo le porte dell’archivio.

Il vostro archivio è anche fonte di svariati progetti, ce ne racconta qualcuno?

Per celebrare i 110 anni di FILA e al contempo per valorizzare le potenzialità delle contaminazioni esterne al brand. Spesso, quando si lavora per tanti anni all’interno di un’azienda, si rischia di perdere la percezione di quelle sfumature che, viste con occhi nuovi e giovani, riaccendono l’interesse e creano spunti per una nuova evoluzione.
Questo contest è stato inoltre l’occasione per promuovere il concetto del “fare sport” come stile di vita sano.

Sempre nell’ottica di ricercare nuove ispirazioni e contaminazioni, Il 19 ottobre 2020, in occasione delle celebrazioni del decennale della Fondazione, abbiamo lanciato un contest rivolto ai giovani artisti italiani: “Creativi in FILA”. È stata un’iniziativa volta ad incentivare e valorizzare le pratiche di talenti emergenti, chiamati a reinterpretare la storia, i protagonisti e le innovazioni FILA in chiave contemporanea.

Questi e molti altri i temi che affronteremo con Annalisa Zanni durante il corso Archivi della Moda: Comunicazione e storytelling, che si terrà in streaming dal 9 all’11 Giugno 2021.

Valeria Battel

Giornalista pubblicista e docente di Storia del Costume e della Moda, Metodologia progettuale e Fashion Marketing presso NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, ha maturato una lunga esperienza nell’ambito delle tendenze moda grazie alle collaborazioni con David Shah per PantoneVIEW e Textile VIEW, ed al progetto trendingnow.fashion di cui è co-fondatrice. Parallelamente ha svolto per anni l’attività di giornalista freelance per numerose riviste italiane ed internazionali di moda e costume, occupandosi anche di styling per servizi e redazionali, e per Camera Nazionale della Moda Italiana all’interno di iniziative legate alla Milano Fashion Week.

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