Una nuova boutique per Furla: le proposte dei corsisti di Architettura per la Moda

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Si conclude oggi la seconda edizione del corso di Alta Formazione in “Architettura per la Moda”. I giovani progettisti hanno presentato al board di Furla sei progetti di restyling delle boutique di piazza Duomo e Corso Buenos Aires a Milano, oggetto del percorso laboratoriale affrontato in aula.
Con il prezioso supporto dell’architetto Giuseppe Zampieri, che ha coordinato questi due intensi mesi di lavoro portando la visione e la straordinaria competenza dello studio David Chipperfield Architects, gli studenti, come biologi, hanno studiato il DNA del brand, scomponendone e ricomponendone gli elementi di base per delineare le linee guida dei loro retail concept.

In prima fila Giovanna Furlanetto e il Cav. Alberto Masotti – mecenate della Fondazione FRI – hanno ascoltato con vivo interesse l’esposizione dei progetti dei sei gruppi, accompagnati dall’Amministratore Delegato di Furla Alberto Camerlengo e il Global Store Concept & Planning Director Giampaolo Passarella.
Nuove vesti architettoniche si accompagnano a visioni più concettuali, che traducono i valori in spazi retail, materializzazione dell’immaginario del celebre marchio di pelletteria in cui il consumatore viene accolto e condotto per massimizzarne l’esperienza di acquisto.

Dalla concezione degli spazi, all’allestimento, all’arredo, le proposte sono state delle più diverse: chi ha puntato su un concetto di Boiserie rendendo iconiche le pareti, chi sulle nicchie che richiamano la struttura dei centri storici, chi su rotaie d’ottone che trasportano la città all’interno dello store lungo immaginari binari senza fine. Ecco che allora la velocità e la vivacità della metropoli, i giochi di luce e ombre dettatati dai suoi spazi, la convivialità tutta italiana, vengono astratti in forme, linee e ritmi che richiamano il contesto urbano declinandolo in una dinamicità di flussi e materiali che regalano esperienze tattili uniche ed evocative.
Diversamente, c’è chi ha inseguto la leggerezza con cui il brand e in particolare la Fondazione Furla – da anni attiva nella promozione di giovani artisti – si accosta alla vita e all’arte. Ne scaturiscono costellazioni di elementi sospesi con evidenti richiami ai grandi nomi di quel mondo ospitato anche nel vicino palazzo del ‘900. A questa visione eterea si alternano interpretazioni opposte, tettoniche e massicce, che richiamano la natura in chiave contemporanea: un paesaggio in cui perdersi, tra scorci prospettici e canneti di aste metalliche.

Accumunati da qualità, eleganza e vocazione artigianale – da sempre cifre stilistiche di Furla – i progetti non hanno mancato di sorprendere il board di Furla che ha rivolto agli architetti domande specifiche per comprendere le scelte progettuali e valutare la concreta fattibilità delle proposte.

Unendoci al board Furla per un grande in bocca al lupo a questi promettenti progettisti, vi diamo appuntamento in autunno per la terza edizione del corso!

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