Architettura e Moda: l’identità è tutto

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Non solo prodotto, ma esperienza. Non solo brand, ma identità. Questa è la tendenza che negli ultimi anni sta permeando il mondo della moda a livello internazionale e sta facendo sì che alcune delle migliori maison, se non tutte, si stiano affermando nel più ampio e omnicomprensivo settore del cosiddetto Lifestyle. Gianni Versace, Giorgio Armani, poi Fendi, ma anche Bottega Veneta, Dolce&Gabbana o Diesel sono stati tra i primi a capire che per migliorarsi fosse necessario aprire al mondo del design e del living. Diventare ideatori di atmosfere e spazi dove far vivere la propria estetica e il proprio inconfondibile stile, oltre le collezioni, risulta fondamentale.

ARCHITETTURA E MODA, QUALE LEGAME

Si tratta d’identità dunque e della volontà di mostrarla: sia la moda che l’architettura ne sono espressioni eclatanti, soprattutto quando intese come forme d’arte perché rintracciano i cambiamenti sociali e culturali delle epoche che si susseguono. Due discipline che hanno cominciato ad andare particolarmente a braccetto negli ultimi anni dando nuova importanza ai flagship stores sparsi in tutto il mondo: un marchio deve essere riconoscibile, così come il suo stile e quale modo migliore per rappresentare la propria raffinatezza se non con un progetto architettonico ripetibile che racconti i valori e la storia del brand?

Il rapporto tra architetto e stilista diventa quindi imprescindibile per raccontare la moda nello spazio: non solo ciò che produce, ma come lo produce e perché. Armani con la coppia Fuksas, la Maison Hermés e Renzo Piano, Prada e Herzog & De Meuron, ma anche Toyo Ito per Tod’s o Bill Sofield per Gucci sono solo alcuni degli esempi, ai quali va aggiunta Zaha Hadid per il Chanel Pavilion, eccezionale progetto dedicato all’arte contemporanea.

Dettaglio di una boutique con materiali Ariostea partner del corso di Fashion Research ItalyIL FUTURO DEI PROGETTISTI

In questo scenario di evoluzione si aprono grandi possibilità per la sperimentazione, a cominciare ovviamente dalla formazione dei progettisti di domani, ossia dei prossimi responsabili nell’interpretazione dell’identità di un marchio all’insegna del lusso, dell’eleganza e della riconoscibilità. Per questo il Corso di Architettura della Moda è un passo importante, se non decisivo, per costituire il paradigma corretto che permetta di aumentare la sinergia tra le due discipline.

E’ proprio in questo panorama che s’inserisce l’azienda emiliana Ariostea, partner della Fondazione per questo innovativo percorso d’Alta Formazione, e sostenitrice della formazione dei talenti di domani. Una delle eccellenze italiane per la produzione di lastre compatte in gres fine porcellanato a tutto spessore, l’azienda annovera nei suoi progetti diverse realizzazioni nel mondo della moda. Tra le più recenti spicca la boutique Brooks Brothers a Hong Kong.

LA REALIZZAZIONE DELLO STILE

Oltre al concept e alla progettazione dello spazio, decisivi sono anche i materiali scelti, perché sono le parole della storia che il brand vuole raccontare. Carichi sia di funzionalità oltre che di estetica, sono i portavoce della qualità e delle nuove tecnologie di cui il design si sta facendo palcoscenico sempre più ricco. Nel progetto per la boutique Brooks Brothers sono state scelte due tra le migliori varianti della collezione Pietre naturali High-Tech di Ariostea (Basalto Grigio e Pietra di Luserna) per la loro qualità made in Italy e la capacità di descrivere il carattere elegante dello storico brand di abbigliamento. Sono proprio i dettagli delle pietre selezionate a trasmettere l’immagine dell’azienda, la sua anima più americana e ugualmente il legame con la natura.

Costanza Rinaldi

Giornalista di Lifestyle. Le piace scoprire nuovi progetti nei quali cerca sempre contaminazioni tra l’arte, il design e la moda. Si occupa di comunicazione visiva e collabora con diverse testate, tra cui Living, Pambianco, RClub e ManInTown, per cui scrive di design e cultura.

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